Cari lettori e da un pò di tempo che mi aggiro tra i meandri del mondo editoriale per capire quale filo conduttore rende possibile ad alcuni autori di fare un successo sfrenato con i propri libri e quale metro di misura utilizzano gli editori per scegliere chi pubblicare e chi no. Nel panorama della letteratura odierna, nazionale o internazionale, non sono riuscito a trovare nessun punto che riassuma la possibilità di esprimere una schema attraverso il quale si scelgono le pubblicazioni, a parte una cosa, la moda. In un mondo in cui ormai il gusto per la lettura stà lentamente scemando, in cui sulla lista degli uomini illustri del nostro secolo di Wikipedia vediamo solo soubrette, pornostar e calciatori, mi rendo conto che questo metro di misura sia più che adatto per decidere una pubblicazione. Quindi se oggi ci accingiamo a cercare un libro da leggere ci ritroviamo sempre con con gli stessi libri tra le mani, ecco una breve lista:
- Horror: Vampirelli bimbo-minchia stile "Twilight" e "Aiuto Vampiro".
- Fantasy: "Harry Potter", "Eragon", "Cronache del mondo emerso" e altre bestialità varie ed eventuali.
- Romantici: Moccia docet con i suoi "Scusa ma ti chiamo amore", "Scusa ma ti voglio sposare" (scusa ma chi diavolo è il tuo editore), "Amore 14", "Tre metri sopra il cielo".
- Inchieste contemporanee: Troviamo i soliti arci-nemici delle forze del male che sembrano dei Don Chisciotte moderni che tentano di lottare contro il sistema e poi pubblicano su collane editoriali dei capi del sistema.
- Inchieste paranormali: Forse la peggiore letteratura del mondo che parla di fine del mondo, ufo, egiziani, templari e altre vaccate che non hanno nessun fondamento storico e nessuna ricerca seria portata alla base delle teorie che vorrebbero dimostrare.
- Libri sul glamour, sulle fisse della moda e della donna moderna, vedi "I love shopping" etc.. etc..
- Libri sulla vita dei calciatori (immagino che sia giusto per loro ampliare le loro entrate così esigue, che vite dure che fanno, alcuni vengono dalle bedon villas, ma pretendono, quando sono famosi, di avere ingaggi di milioni di euro che potrebbero essere usati per scopi benefici e vanno pure a fare i benefattori negli ospedali per farsi pubblicità, complimenti).
- Libri dei comici (da premettere, prettamente quelli usciti dai programmi TV come "Zelig", "Colorado caffè" e "Mai dire gol").
Cos'hanno in comune questi libri, cos'è che li vincola ad un'unico filo diretto, lo avete notato? vanno di moda, sono genitori e figli di programmi televisivi del cinema spicciolo, di un mondo ormai abitato da mentecatti e persone prive di gusto. Ieri sul giornale si parlava del fatto che le nuove generazioni non conoscono la grammatica, non mi stupisco affatto, sé non leggono oppure leggono queste cavolate e considerano queste persone i loro idoli, sé la dislessia (voluta) di Checco Zalone fa scuola, bé allora c'è poco da stare allegri.
Nessun commento:
Posta un commento